Si può essere scrittori senza leggere altri scrittori?
La risposta ovvia è: “ovviamente no!”.
Si scrive in solitudine, ma dopo aver goduto della compagnia di tanti, tanti, tanti autori.
Cesare Pavese, Dino Buzzati i miei italiani preferiti. Virginia Woolf, Celine, Scott Fitzgerald, Hemingway.
E la grandiosa, formidabile letteratura russa? Bulgakov, l’immortale e modernissimo Tolstoj. Mi guardo attorno e nella mia libreria vedo un Balzac, Stendhal, Manzoni, Thomas Mann, Charles Dickens, Proust, Camus, Dostoevskij, Don Chisciotte in mezzo ai miei libri di lavoro.

Halloween: tempo per riscoprire gli scrittori che nessuno legge

Non so per quale cortocircuito mentale, ma Halloween mi ha fatto pensare agli scrittori, che cercano di sfangarla, che non sono conosciuti al grande pubblico, che sono poco letti, per le ragioni più diverse. Che se andassero a bussare alla porta con i loro libri in mano, nessuno gli aprirebbe. Un po’ come sarebbe per la maggior parte degli scrittori indipendenti oggi… anche se il successo si misura nel lungo periodo.

Eh già, il successo. Non esiste una formula per il successo, capita imprevedibilmente. E a volte grazie anche a una buona dose di fortuna. Siccome io penso che la fortuna sia un tiranno, ho deciso di dedicare mensilmente un post agli scrittori poco letti, per le ragioni più diverse , agli scrittori dimenticati dal grande pubblico, ma non dagli addetti ai lavori, che riconoscono il loro genio e a volte attingono a piene mani ai loro scritti.

E come primo ospite di questa rubrica: Maria Messina.

Maria Messina

Iniziamo con un po’ di biografia. Maria Messina nasce a Palermo nel 1887. Il padre era un maestro elementare, la madre

bella e facoltosa, distrutta da un cattivo vento di sfortuna

veniva da una famiglia nobile decaduta.

Iniziate a immaginare: il primo ‘900, la Sicilia, una condizione di ristrettezze economiche verosimilmente da nascondere, una ragazza che magari non ha il matrimonio come traguardo principale nella vita. Non dev’essere facile.
Molti anni della sua infanzia Maria Messina li vive a Mistretta, nel cuore dei monti Nebrodi. Ancora più difficile lasciare Palermo, una capitale con una certa vita culturale, per la provincia.
Dopo Mistretta Maria segue la famiglia, negli spostamenti del padre, in Umbria, nelle Marche, a Napoli.
Ma la Sicilia rimarrà sempre una parte importante di lei. In tutti i suoi racconti e i suoi romanzi – scritti in un arco di 20 anni dal 1909 al 1928 – c’è solo e soltanto la Sicilia.
Ed è in Sicilia a Mistretta nel Cimitero Monumentale che le sue spoglie sono state traslate nel 2009.

Cosa c’è di interessante in Maria Messina?
Una donna del Sud Italia nei primi anni del 1900 che fa la scrittrice è soprattutto un’autodidatta. Un’autodidatta di genio. Incoraggiata e seguita dal fratello, avvia una corrispondenza letteraria con Giovanni Verga, che in quegli anni è il gran maestro del verismo. E in Verga, Maria, trova un vero e proprio mentore che la incoraggia a scrivere.

Gli inizi della carriera sono promettenti. La sua prima raccolta di racconti Pettini Fini le vale il primo posto a un concorso letterario. Inizia a farsi un nome nel mondo letterario e a crearsi un successo di pubblico e di critica. I suoi lavori si inseriscono nel filone narrativo di Verga, Capuana. Lei, signorina di buona famiglia, denuncia nei suoi scritti quello che si cela dietro la facciata di case rispettabili: la donna tenuta in uno stato di soggezione, quasi in schiavitù.

Dunque siamo negli anni ’20, Maria ha successo, pubblica con diversi editori ma arriva la mano sfortunata del destino. Una malattia misteriosa che le toglie la forza:

“Le mie povere gambe si sono ancora più indebolite. Ma lavoro molto, aspettando di stare meglio”.

Nel 1928 pubblica il suo ultimo romanzo. Mentre la malattia si impossessa del suo corpo togliendole l’uso dei muscoli insieme alla possibilità fisica di scrivere, svanisce l’eco dei suoi successi e il suo nome gira sempre meno negli ambienti letterari. La sclerosi multipla, questa la diagnosi finale, la porterà a una morte prematura nel 1944.

Ma Maria Messina è stata una scrittrice notevole. Tanto che Sciascia, riscoprendola negli anni ’80, la definisce la Katherine Mansfield siciliana per il malinconico realismo della sua prosa. E io aggiungerei anche per il suo orecchio per i dialoghi.

Si può leggere su Liber Liber il suo romanzo La casa nel vicolo (che ha anche una traduzione in inglese):

— Quante stelle nel cielo! Vogliamo contarle?

E si provano a contarle. E poi tacciono. Giunge un effluvio di fiori. Sarà qualche giardino, non lontano. Un rumore… Forse viene dalla via più larga, di là dal vicolo.

Bibliografia

Maria Messina su Wikipedia

Maria Messina su Literary

Maria Messina, la scrittrice cult dei collezionisti (Repubblica, 13/03/2016)

La casa nel vicolo, Liber Liber

Behind closed doors – traduzione inglese de La casa nel vicolo

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