Quali sono i buoni propositi di uno scrittore per l’anno nuovo? Impegnarsi ad avere successo!

Stavo leggendo un articolo su Italian Indie, su come fare un marketing di successo per un ebook – cosa che ovviamente non sarò mai in grado di fare, ma si sa, il primo dell’anno tutto è possibile – quando sono incappato nel caso di Andy Weir, che non conoscevo.

Il libro di Andy Weir “The Martian”: un caso di successo

Il libro di Andy Weir “The Martian”, da cui hanno tratto il film omonimo, è nato così: l’autore ha pubblicato la storia ad episodi sul suo blog. Poi i fan gli hanno chiesto di pubblicare una versione più facile da leggere e lui ha reso disponibile la versione ebook. Visto che c’era, l’ha anche messa in vendita. Da lì è diventato un fenomeno planetario, il libro è stato ripubblicato da una casa editrice e ne è stato tratto un film.

E’ la storia sentita e risentita di tutti i self-publisher che hanno fatto strada: scrivi sul blog, tutti iniziano a leggerti e voilà è fatta, arriva la grande casa editrice che ti pubblica. Eppure, iniziate a postare sul vostro blog una storia… scrivere non basta. Ci dev’essere, c’è un ingrediente segreto che fa lievitare il successo. Ho cercato di capire cos’è che ha fatto svoltare Andy Weir.

Chi è l’autore: Andy Weir
Chi è Andy Weir? Non è uno scrittore professionista. E’ un informatico che ha tentato di vivere di scrittura dopo aver perso il lavoro, non ce l’ha fatta ed è ritornato alla sua professione di informatico, continuando a scrivere per hobby. Tutto questo prima di “The Martian”.

La strada verso il successo
Nella storia di Andy Weir, le date sono importanti e sono tre: 2009, 2011 e 2014.
Andy a iniziato a scrivere “The Martian” nel 2009. Non chiamiamolo romanzo, non ancora. Siamo all’inizio di un’idea.

Andy fa ricerche. Il suo background abbiamo detto è quello di un informatico, ha dimistichezza con le scienze e per scrivere la storia che ha in testa studia astronomia, meccanica delle orbite, la storia dei voli spaziali.

Cerca di essere il più realistico possibile nel descrivere la tecnologia e i dettagli scientifici che sono il cuore del suo racconto di fantascienza. E’ importante rendere la storia verosimile, perché la realtà delle situazioni cattura l’attenzione del lettore.
Ci avete mai fatto caso che al primo capitolo è demandato il compito di proiettare il lettore nella storia?

In questo periodo sto leggendo Pastorale di Philip Roth e come inizia questo romanzo? raccontando la vita dello Svedese, uno dei personaggi. Anche un altro romanzo iconico come Fiesta inizia con la storia della vita di Robert. Non siamo animali curiosi che si appassionano alle vite degli altri?

L’inizio di “The Martian” è diverso. Avete presente Moby Dick?

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa — non importa ch’io vi dica quanti — avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m’interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po’, e di vedere così la parte acquea del mondo.

L’incipit di “The Martian” è  su questa linea: ti catapulta subito nel mezzo della narrazione.

Sono spacciato di brutto. Questa è la mia ponderata valutazione. Spacciato. Sono passati solo sei giorni dall’inizio di quelli che sarebbero dovuti essere i due mesi più gloriosi della mia vita e sono finito in un incubo.

Non vi ricorda Moby Dick?

Il metodo Stanislavskij
Scrivere “The Martian” non è stato un lavoro quick & dirty. Andy pubblica la storia a puntate a partire dal 2009. Ed ecco la seconda data: arriviamo al 2011.
Andy Weir postare sul blog  l’ultimo capitolo nel 2011. Ci ha messo tempo a scrivere il suo romanzo. Adesso possiamo chiamarlo così.

Ha passato questi anni a costruire la storia, alla ricerca dei dettagli perfetti. E’ un informatico e ha sviluppato addirittura un software per mappare la traiettoria dell’astronave, ha studiato le immagini della NASA, usato Google Mars per avere le informazioni precise sulla temperatura e la superficie del pianeta rosso.

Ha seguito una sorta di metodo Stanislavskij applicato alla scrittura. E come ha raccontato in una intervista al Wall Street Journal, entrare nei dettagli tecnici della vita di Watney (il protagonista) l’ha aiutato a srotolare la storia.

Ma torniamo alle date. Sono importanti per capire cosa è successo.

L’ingrediente segreto
Abbiamo detto che Weir ha iniziato a pubblicare la sua storia nel 2009 capitolo per capitolo sul suo blog. E qui dobbiamo fare attenzione al primo dettaglio importante.

Andy Weir non scrive per un pubblico generalista. Si rivolge ad amanti della fantascienza come lui, ai nerd patiti di scienza e tecnologia. Non sono lettori che guardano per 10 secondi la pagina del blog (eh non fatelo nemmeno voi che mi state leggendo, please!) , sono lettori che leggono con attenzione e scuotono la testa e commentano se qualcosa non torna, se i propulsori dell’astronave non sono probabili.

Il suo pubblico è fatto di persone come gli appassionati di fiction che guardano e riguardano le puntate della loro serie preferita e inevitabilmente aguzzano lo sguardo su ogni particolare.

La storia di “The Martian” ha un’audience precisa, si rivolge a una nicchia di lettori molto ben profilata, ecco perché ha funzionato pubblicarla puntata dopo puntata sul blog.

Ovviamente, la storia è originale, il protagonista è ben delineato, è credibile, è una storia diversa da tutte le altre, riserva sorprese. Ma non fraintendetemi: è una storia pubblicata su un blog per un pubblico ben preciso, capace di attirare quel pubblico. Così inizia il successo di “The Martian”.

Il gran finale
Nel 2011 a storia ultimata i suoi lettori chiedono a Andy di facilitare la lettura creando un ebook. Andy non ci pensa due volte e lo rende scaricabile gratuitamente sul sito. E’ la data di nascita ufficiale del suo romanzo. La storia piace, forse non solo agli appassionati di fantascienza, alcuni gli chiedono di metterlo su Amazon per poterlo scaricare direttamente nell’e-reader. “The Martian” approda nel più grande negozio online al prezzo più contenuto possibile di 0.99$.

L’ebook ha successo. Vende 35.000 copie in tre mesi e arriva in cima alla categoria Sci-fi di Amazon. Nei quartieri alti dell’editoria fiutano odore di successo. Agenti letterari ed editori si fanno avanti. E’ la Random House ad acquistare i diritti di pubblicazione. Siamo nel 2014 e il resto è storia, ed è per noi la parte meno interessante.

Conclusione
Cosa ci insegna la storia di The Martian? secondo me tre cose importanti

  1. Il progetto di Andy parte nel 2009 e approda alla Random House nel 2014. Bisogna avere pazienza, il successo non arriva dopo il primo capitolo.
  2. L’originalità di The Martian sta nella cura dei dettagli, nell’immergersi totalmente in ciò che si scrive: avere un carattere di originalità che stuzzichi la curiosità dei lettori.
  3. L’ho lasciato per ultimo, ma è la cosa più importante: avere avere un pubblico di riferimento e scrivere per loro.

In sintesi si può riassumere il tutto formula del come-per chi-cosa: scrivere con metodo e pazienza per un pubblico ben definito una storia interessante. E’ più facile farlo scrivendo storie di genere, più complicato se si scrive mainstream, ma questa dovrebbe essere la strada.

Riferimenti
How a self-published ebook  became a Hollywood blockbuster (The Telegraph)
The Martian (Wikipedia)
A Survival guide to Mars (Wall Street Journal)

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