Chi sono gli autori indipendenti italiani?

Reduce dalla (auto)-pubblicazione del mio primo romanzo – La felicità è una cosa seria, in versione copertina flessibile ed e-book su Amazon – mi è venuta una gran voglia di leggere qualcosa dei miei colleghi autori indipendenti.

Tento di formulare questo mio desiderio in maniera meno personale. Se aveste voglia di farvi un’idea di cosa (e come) scrivono gli autori indipendenti, sì, se aveste voglia di leggere un po’ di letteratura indie, dove andreste a cercarla? Io quando ho voglia di leggere un classico, entro in una libreria o cerco su qualche bookstore l’autore o il titolo che mi interessa. Ma esiste una vetrina degli autori indipendenti?

La prima cosa a cui ho pensato è stata di andare a cercare su Amazon gli autori indipendenti di cui seguo il blog oppure gli amici di Twitter o Facebook. Per esempio l’amico Wirton Arvel, oppure Luca Rossi, o Giovanni Venturi, Marco Freccero, Antonella Sacco, Marta Gazzola… e qui mi fermo. Volendo essere meno auto-referenziali, l’alternativa potrebbe essere nell’andare a cercare i nomi che sono diventati dei piccoli casi letterari come Giulia Beyman o Riccardo Bruni.

Ma esiste un metodo meno empirico per trovare la letteratura indipendente?

Chi è un autore indipendente? 

La domanda  può sembrare retorica, ma in realtà è legata a doppio filo a dove possiamo andare a stanare gli autori indie. Amazon dà un risposta semplice a questa domanda: sono indipendenti coloro che vendono e hanno recensioni a 4 stelle. Autori indipendenti di I classe, insomma.

Infatti Amazon ha una pagina dedicata alla letturatura indipendente: Amazon: autori indipendenti. Ad oggi (11 luglio 2017) conta 1408 lavori di letteratura e narrativa dei quali 154 sono poesie, l’immancabile letteratura erotica, racconti, narrativa contemporanea etc.

2017-07-11

E sì, anche Luigi Pirandello fa parte della Compagnia degli Indie! In realtà la ragione sta in quell’etichetta “classici” in alto a sinistra nell’immagine qui sopra, nella quale rientrano Pirandello, Manzoni, Verne, Baudelaire, e tutti quegli autori i cui lavori sono di pubblico dominio e pertanto pubblicabili da chiunque. Pazienza se alcuni di questi lavori(come l’Enrico IV di Pirandello) non sono disponibili a causa di difetti nella qualità del file fornito dall’editore.  Non pensate anche voi che Amazon potrebbe filtrare un pochino meglio eliminando da questa categoria i big della letteratura?

Ma allora, big della letteratura a parte, chi sono gli autori indipendenti? Eccoli gli indie a 4 stelle della narrativa contemporanea:

2017-07-11_2

Come potete notare non sono tantissimi.

Possibile che esista solo Amazon? 

Possibile che esista solo Amazon su cui andare a spulciare i titoli della letteratura indie?

La risposta è no, non esiste solo Amazon. Esistono alcuni progetti che forniscono una vetrina gli (alcuni) autori indipendenti. I più noti sono Extravergine d’autore che “si pone l’obiettivo di ricoprire, nella filiera tra autore auto-pubblicato e lettore, il ruolo di filtro ad oggi mancante”. In altre parole, si occupa di segnalare, tra gli autori che inviano i propri testi in valutazione, quei lavori considerati di qualità.

In questo stesso filone, alla scoperta degli autori indie di talento, vale la pena citare la collana Klondike di Antonio Tombolini Editore, che si propone di pubblicare e promuovere i “libri pescati nelle acque profonde degli autori autopubblicati”.

Se sono un autore indipendente perché devo avere un bollino di qualità?

Su queste operazioni di certificazione della qualità degli autori indipendenti io però ho un obiezione: sono un autore indipendente proprio perché non voglio nessuna forma di selezione, la qualità del mio prodotto la garantisco io e non voglio che qualcun altro me la certifichi, altrimenti andrei in cerca di un editore. Non è questa l’essenza degli autori che si autopubblicano?

E voi da che parte state?

Allora la domanda che faccio io è: voi da che parte state? con Amazon dalla parte del mercato a cui viene chiesto di fare selezione, oppure dalla parte di una selezione basata su “criteri” letterari, cioè sul gusto di editori/valutatori?

Oppure non state da nessuna parte e siete per la democrazia indie più sfrenata? che forse a pensarci bene però è un po’ come stare dalla parte di Amazon… 😉

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7 risposte a "Chi sono gli autori indipendenti italiani?"

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  1. Sto dalla parte di chi fa l’indie a mezzo servizio. Essere indipendente significa spesso essere invisibile. Io per esempio, avendo pubblicato in cartaceo su Ilmiolibro e Streetlib, sono di fatto emarginato da Amazon, che peraltro considera soprattutto gli autori giovani e con un sacco di amici che acquistano i loro libri. Il mio ultimo libro invece l’ho pubblicato con una casa editrice (ovviamente senza spenderci un soldo). Vedremo se qualcuno si accorgerà dell’esistenza di questo nuovo librettino. Non credo comunque che rientrerò mai tra gli autori selezionati da questo o quell’appositore di bollini, soprattutto perché non ho schiere di amici disposti a fare recensioni e mettere stelle. Molti dei miei amici, purtroppo, sono già morti e io mi sento un sopravvissuto, uno che in fondo scrive per non scomparire del tutto. Cerco di sperimentare una scrittura di buon livello, ma forse, tutto sommato, in un panorama letterario che ricerca soprattutto libri di intrattenimento, non ne vale proprio la pena. Meglio scribacchiare alla meglio qualche pasticciaccio erotico o noir o fingersi di un altro sesso e pubblicare romanzi rosa. Pare che siano le unice cose che i pochi lettori ancora gradiscano.

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  2. Grazie mille per avermi menzionato. È un onore.
    Dici: “Su queste operazioni di certificazione della qualità degli autori indipendenti io però ho un obiezione: sono un autore indipendente proprio perché non voglio nessuna forma di selezione, la qualità del mio prodotto la garantisco io e non voglio che qualcun altro me la certifichi, altrimenti andrei in cerca di un editore. Non è questa l’essenza degli autori che si autopubblicano?”
    La qualità in termini del testo, della storia dentro un romanzo la certificano le recensioni valide. Perché è chiaro che se anche una recensione fosse a 5 stelle ma fosse: “bel libro, lo consiglio”, non mi parrebbe comunque una recensione certificante. La qualità in termini tecnici, ovvero come è messo insieme l’ebook, quella può essere certificata e molti editori grossi non ce l’avrebbero 😉 . Tu ovviamente parli di contenuti. Io voglio essere un autore indipendente, indipendente. Molti “enti certificatori di qualità” per certificarti chiedono il testo in formato Word, alcuni devono avere parola facendoci anche un editing che se accetti ti certificano. Chi invece vuole solo le prima 10’000 battute sempre e solo in formato Word. Ci ho anche pensato di certificarmi, ma, onestamente, troppe complicazioni inutili. Perché devo dare le prima 10’000 battute di un testo che già è stato pubblicato o dare il file in formato Word? È una cosa che non esiste né in cielo, né in terra. Un libro o piace o non piace. Punto. Non esiste, le prime 10’000 battute in formato Word e solo Word, ecc… ecc… In bocca al lupo per il tuo romanzo. 😉

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