Grazie a The Freak per avere pubblicato ancora una volta una mia short story!

Prima o poi ne farò una raccolta di questi corti da 1200 battute. Per il momento ecco l’incipit de L’ultima battuta:

Seduto ai tavoli di Alley, insieme all’ultimo boccone Tim ingoiò anche la fretta.

Di Alley era diventato un cliente quasi abituale dopo che MacVar aveva chiuso i battenti per trasferirsi a Costa Mesa, 138 miglia più a Sud. Non che ci fosse una relazione di causa-effetto tra la chiusura di un negozio di elettronica e un ristorante, ma era stata una brillante combinazione. Uno di quegli eventi fortuiti che a ripensarci ti fanno credere al destino.

Era successo mentre Tim stava lavorando alla sua prima pubblicazione. Avendo bisogno di collegare il laptop a un monitor andò alla ricerca di un cavetto con doppia porta HDMI. Fu allora che trovò chiuso il negozio di MacVar sulla Hollister Ave, e, appeso alla vetrina sbarrata, un cartello che comunicava il trasferimento.

All’epoca Tim credeva ancora nelle varianti spettrali della Green Fluorescent Protein della medusa Aequorea Victoria… (continua qui)

Il prossimo racconto sarà ambientato ancora negli States, ancora a New York. Stay tuned!

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