Nel nome del padre o della madre

Scrivo questo post per condividere qualcosa della mia storia di scribacchino. Sto pubblicando, auto-pubblicando ovviamente, la mia raccolta di racconti brevi, alcuni dei quali si trovano su questo blog.

Nel completare la scheda su Amazon KDP sono arrivato al fatidico campo Autore Nome e Cognome, e mi sono posto una domanda: quanto conta il nome di un autore nel persuadere a comprare un libro?

Posta così la domanda, so che la risposta è scontata: ovviamente se l’autore è famoso (scrittore o meno)… Quello che intendo invece è la seguente cosa: dovendo comprare un libro di uno scrittore che si auto-pubblica, voi vi fidate di più di chi si presenta con uno pseudonimo strampalato oppure di qualcuno che si firma con nome e cognome?

Tanto per fare un esempio pratico e per rimanere sul pezzo: comprereste il libro di un autore che si fa chiamare Litteratti?

Personalmente mi incuriosiscono gli pseudonimi, i nicknames, però mi rendo conto che possano dare l’idea di un lavoro professionale meno serio.

Non vorrei dare l’impressione di volermi piegare alle regole del mercato e aspirare a vendere qualche copia in più – diciamo una decina 😉 – quello che mi interessa è: quanto il nome dell’autore (ipotizziamo autori autopubblicati) vi indirizza nella scelta del libro?

9 risposte a "Nel nome del padre o della madre"

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  1. Ciao io credo che ti dovresti chiedere se vuoi essere riconosciuto con il tuo nome e cognome o comunque con un nome e con un cognome (anche se inventati) oppure se con un nickname. Anche perché per esempio io ho difficoltà ad affidarmi ad un autore che si nasconde dietro un evidentemente nickname

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    1. Paradossalmente anch’io. E scrivo paradossalmente perché io stesso continuo ad insistere con questa storia di usare un nickname. Il motivo per cui insisto è che a mente fredda (s)ragiono sul fatto che un libro non si giudica dal nome dell’autore – in fondo cosa c’è in un nome? ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva il suo profumo. Sragiono così tanto? 😉

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      1. Capisco il tuo ragionamento ma se qualcuno ti conosce con il tuo nickname e temi che non acquisterà la raccolta si può comunque aggiungere sulla copertina il fatto che tu abbia pubblicato con il nickname ma se, perdonami, non hai tutto questo seguito, non cambierà nulla. E poi i lettori si affezionano al nome perché sanno che quel nome gli assicura determinate parole

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  2. Ciao. La domanda non è banale. Tutt’altro.
    In teoria hai ragione nel dire che un libro si dovrebbe leggere a prescindere dal nome o pseudonimo di chi lo firma. Però è innegabile che nel caso di un autore non conosciuto il modo in cui questi si presenta ha importanza (forse). Quindi un nome vero o che potrebbe essere vero sembra più serio? può darsi. Nello stesso tempo un nickname originale potrebbe destare curiosità.
    Probabilmente per dare una risposta sensata occorrerebbe un esperto di marketing…
    Di sicuro – a mio parere – una cosa molto importante (molto più del nome dell’autore) è la sinossi o quarta di copertina, che deve stuzzicare il possibile lettore.

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