Tutti i fonts di un ebook

Quale font tipografico scegliere per un ebook?

Mentre stavo formattando il file word del mio futuro libro mi è saltato in testa questo dilemma come un grillo. Come ovvio ho cercato su internet la risposta e mettendo insieme qualche sito, sono pressoché unanimemente considerati migliori per un ebook i seguenti fonts:

  • Bookerly
  • Georgia
  • Baskerville
  • Palatino

La prima cosa da notare è che sono tutti fonts serif. Serif sta per grazie, scusatemi se scrivo banalità, ma ho l’entusiamo di chi ha appena scoperto questo affascinante mondo che è la tipografia. Serif sta per grazie, ovvero quegli allungamenti alle estremità che rendono i caratteri più aggraziati. In verità oltre che aggraziati, sono anche più facili da leggere, stancano meno.

Come regola generale, i caratteri serif sono consigliati quando il testo è molto lungo, perché la presenza di questi piccoli fregi aiuta ad accompagnare lo sguardo nello scorrere la riga e a riconoscere con facilità più le lettere.

I caratteri sans-serif, invece, nella loro linearità, mantengono una buona leggibilità in particolare per la lettura su schermo.

E dunque perché su un e-reader è consigliato un carattere serif? La spiegazione che mi sono dato è che l’e-reader non è uno schermo vero e proprio perché non è retro-illuminato come un tablet.

Bookerly

Bookerly

Tra i font serif menzionati sopra, Bookerly tra tutti è il più giovane, essendo nato solo quattro anni fa, nel 2015. Appena nato Bookerly è stato scelto come font di default per il Kindle e il suo successo lo deve a un paio di accorgimenti che lo rendono e-reader friendly:

  • i serif sono diversi da lettera a lettera, creando la sensazione di un flusso che rende gradevole la lettura del testo, le parole naturalmente scorrono;
  • la riduzione degli spazi bianchi tra caratteri, che vuol dire più parole su ogni pagina e quindi una lettura più fluida.

Georgia

Georgia

Prima di Bookerly c’era Georgia, anno di nascita 1993. Georgia è stato il primo carattere creato appositamente per la lettura su supporti digitali. E’ quel genere di carattere tipografico che non si fa notare, che non si impone, anche se ha un piccolo marchio caratterizzante che è la dimensione, leggermente più grande, delle gocce, l’arricciatura delle lettere (per esempio la a o la f sono arricciate).

Baskerville

Baskerville

Baskerville non ha nulla a che fare né con il mastino di Baskerville, né con Guglielmo da Baskerville né con i testi digitali. Almeno apparentemente. Il suo creatore, l’imprenditore inglese, maestro di calligrafia, John Baskerville, visse nel 1700. Con questo carattere da lui inventato, Baskerville stampò opere di Virgilio, il Paradiso Perduto di Milton, la Bibbia. Quando l’iPad fu lanciato nel 2010, Baskerville era una delle opzioni disponibili sul dispositivo di lettura iBooks. Insomma Baskerville ha una storia alle spalle, e piccoli particolari, quasi da calligrafia, che lo rendono inconfondibile, come la coda della Q maiuscola, molto lunga, o la g con l’occhiello aperto.

Palatino

E infine Palatino, molto simile al carattere Baskerville ma con un look più contemporaneo – fu creato a metà circa del 1900 – e che meglio si adatta, secondo alcuni, ai dispositivi digitali.

Palatino

Ma è davvero importante scegliere il font?

In realtà mentre scrivevo questo post mi sono posto la questione di quanto fosse importante la scelta del font, perché in un ebook si può modificare la dimensione del testo ma anche la modalità di visualizzarlo. Per esempio il mio Kindle, mi permette di scegliere se visualizzare il testo con il carattere Caecilia (l’opzione base; Caecilia è il predecessore di Bookerly), Baskerville, Palatino oppure i due caratteri sans-serif Futura e Helvitica.

Quindi questo post è inutile? La cosa che ho capito è che non è così importante importante scegliere il font a meno che non si voglia incorporarlo, ovvero non rendere possibile la modifica della visualizzazione. Questa cosa non è necessariamente buona, perché potrebbe porre dei problemi di carattere legale. In un ebook, infatti, il carattere tipografico incorporato viene incluso come parte del file epub (o mobi) e potrebbe essere estratto dal file stesso, creando una violazione al tipo di licenza d’uso.

Però conoscere i fonts è come sapere abbinare i colori. Ci sono fonts che vanno bene assieme ed altri che invece proprio no. Poniamo per esempio di voler utilizzare due fonts, uno per i titoli dei capitoli e un altro per il testo… nel prossimo post qualche suggerimento in più su come abbinarli.

5 risposte a "Tutti i fonts di un ebook"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: