Secondo l’Enciclopedia dantesca della Treccani, per litterato s’intende, nel senso più generico, un uomo di lettere.  In senso più specifico, litterati sono designati coloro che intendono il latino e quindi non litterati sono coloro che non dispongono che della lingua volgare.

Quando ero piccolo sognavo di diventare scrittore. Eh sì, vedevo storie nei fiammeggianti riflessi di una luce e a volte mi perdevo tra le pagine di un libro. Ho sempre immaginato uno scrittore come qualcuno che tenta di comunicare inviando segnali da distanze siderali, come le stelle.
Crescendo ho studiato matematica e non letteratura, e ora sbarco il lunario lavorando come ricercatore. Ma nel mio cuore c’è ancora quel bambino che sognava di diventare scrittore e con fatica sto iniziando a autopubblicare le mie storie e le mie poesie, in cui parlo di… be’ seguite il blog per saperlo!

E ho anche fatto questa riflessione: che così come ci sono uomini e topi nella favolosa street art di Banksy, ho pensato che in questo mondo di scrittori e aspiranti scrittori ci sono i litterati, gli uomini di lettere, gli scrittori veri, pubblicati dalle case editrici, e i litte-ratti  come me, quei rats che, come nei graffiti di Banksy, esistono senza permesso!

Se morite dalla curiosità di sapere qualcosa più di me, potete dare un’occhiata
at sixes and sevens che è il mio disordinato blog con qualcuno dei miei progetti editoriali.
Se morite dalla voglia di scrivermi, il mio indirizzo email è: rabolas@gmail.com

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