Stavo cercando informazioni su Beachwood-Hollywood per il nuovo racconto che sto scrivendo, quando su Google Books sono incappato in una pagina di Hollywood Death and Scandal Site.

Siccome ad ogni angolo di Hollywood c’è il fantasma di uno scandalo, non ho resistito alla curiosità di dare un’occhiata, ed ecco la rivelazione: al 2470 di Beachwood Drive si trova la casa in cui l’iconico librario Larry Edmunds si suicidò nel 1941 al termine di una drammatica e solitaria lotta contro se stesso.

Larry Edmunds? Sì, mi piace scrivere di librerie e allora ho allargato la mia ricerca su Google a Larry Edmunds. Conoscete una libreria che porta il nome del suo proprietario? Io ora sì: Larry Edmunds è l’insegna che brilla di luce al neon sopra il negozio di libri al 6644 di Hollywood Boulevard. Non si tratta di una libreria come tutte le altre.

Hollywood: il Bookseller Row

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Larry Edmunds nacque Lawrence O’Connell Edmunds il 13 marzo 1906 in North Carolina. A un certo punto della sua vita si trasferì a Hollywood dove iniziò a lavorare nella libreria di Stanley Rose.

Bookstore_HollywoodBoulevardSiamo negli anni ’30 e con l’arrivo del sonoro il cinema vive la sua età dell’oro. Col parlato nasce anche la sceneggiatura e Hollywood è un brulicare di librerie dove si compra la materia prima di ogni grande o piccolo film: una storia da sceneggiare. Le librerie sono parte dell’economia indotta dal cinema. C’è bisogno di storie da portare sul grande schermo. Piccoli e grandi scrittori forniscono la materia prima per l’industria della celluloide e le librerie le distribuiscono. A Hollywood spuntano come i funghi dopo una giornata di pioggia. Nel chilometro e mezzo compreso tra La Brea e Vine Street quasi non si contano. Tra gli anni ’30 e gli anni ’70, ce ne sono più di 20 in quel miglio noto come Booksellers Row: Satyr Bookshop, The collectors bookstore, Pickwick Book shop, Partridge Bookstore, Fred Dorsett, The Book treasury, Hollywood Book City, Hollywood Book Shop, Cherokee Book Shop, Atlantis Books sono solo alcuni dei nomi (cliccate per ingrandire la mappa nell’immagine qui accanto).

E dove ci sono librerie ci sono scrittori, artisti che si incontrano…

Stanley Rose

stanleyRoseStanley Rose (qui a fianco è una sua rara foto e la metto perché a quanto pare è introvabile un’immagine di Larry Edmunds) fu un’autentica leggenda nei circoli letterari di Hollywood. Dal 1930 al 1939, la Stanley Rose Bookshop fu soprattutto un luogo di ritrovo per gli scrittori di Hollywood, tra cui Raymond Chandler, John Fante, Budd Schulberg, William Saroyan, Nathaniel West, William Faulkner.

La libreria doveva la sua popolarità in gran parte al suo incredibile proprietario, che intratteneva i suoi ospiti nel retro, un ritrovo che era stato trasformato in una via di mezzo tra una galleria d’arte e un club privato dove Stanley serviva – siamo negli anni del Proibizionismo – alcol. Nelle parole di Budd Schulberg: “the nearest thing we had to a salon (and also a saloon)“. Quel genere di libreria a cui Raymond Chandler si ispirò per descrivere il negozio di Geiger nel Grande Sonno.

“Io? odio i libri!” pare disse un giorno Stanley. E all’ovvia domanda del perché gestisse una libreria, rispose “Perché mi piace avere un posto dove i miei amici si possono incontrare”.

Larry Edmunds: dal North Caroline a North Cahuega Blv.

Leggenda o no che sia, a Larry invece i libri dovevano piacere per davvero. Nel 1938 si licenziò dalla Stanley Rose Bookshop e aprì al 1603 di North Cahuenga Boulevard la libreria che porta ancora il suo nome e che è tutt’oggi l’unica libreria rimasta a Hollywood Boulevard. E non è una libreria qualunque, è una libreria di cinema.

All’epoca la Larry Edmunds Bookshop vendeva classici e divenne un punto di riferimento per il jet-set hollywoodiano. Larry strinse amicizia con molti dei suoi mecenati, da W.C. Fields, Basil Rathbone, William Faulkner, ai Barrymore, John, Ethel and Lionel. E i pettegolezzi raccontano anche qualcosa di più che una semplice amicizia tra le dive dell’epoca: Mary Astor, Marlene Dietrich, Paulette Goddard.La sua stella iniziò però a tramontare negli anni 40. L’alcol fece il resto.

Quando nel 1941 Larry si suicidò, appena tre anni dopo aver aperto la libreria, gli subentrò il suo socio Milton Luboviski.

I Luboviski: da North Cahuega a Hollywood Bld

In una carambola di eventi degni di un romanzo di Raymond Chandler, Milton Luboviski prima perse la libreria, poi verso la fine degli anni ’40 riuscì a ricomprarla, grazie all’intervento finanziario dello suocero. E fu proprio Git, la moglie di Milton, che impresse alla libreria il marchio che porta tutt’oggi di libreria di cinema.

Tanto per darvi un’idea, è dalla Larry Edmunds che la Libreria del Congresso US ha acquistato per 12.550 dollari lo spartito originale della colonna sonora di Quarto Potere composta da Bernard Hermann. E’ alla Larry Edmunds che oggi si presentano Drew Barrymore, Pierce Brosnan, Bridget Fonda, Faye Dunaway, Diane Keaton e tutti i cinefili. Perché tutti i libri, alla Larry Edmunds, sono unici al mondo: libri rari, introvabili, salvati dal macero, scambiati, donati, autografati dalle dive del passato, e poi poster, cartoline, gadget.

La svolta come vi dicevo arrivò nel 1954, quando Ted Taylor, un vecchio addetto alle relazioni delle major cinematografiche, offre alla Larry Edmunds il suo archivio di libri, copioni e oggetti di scena. Git Luboviski intuì l’affare, acquistò tutto in blocco e iniziò a costruire il catalogo ufficiale del negozio, unico al mondo, di libri di cinema e memorabilia dell’industria cinematografica. Nel 1955 la libreria in debito di spazio si trasferì al 6658 di Hollywood Boulevard. Nel 1990 traslocò, di nuovo, al suo attuale indirizzo: 6644 Hollywood Boulevard.

Ma anni ’90 segnarono un profondo solco nella storia della città. Ad aprire i battenti non sono più piccole librerie indipendenti, ma le grandi catene editoriali, che precedono di poco l’arrivo di Amazon e l’e-commerce. Su Hollywood Boulevard una dopo l’altra chiudono i piccoli negozi. Il distretto culturale di un’epoca d’oro sparisce e dove un tempo c’era il Booksellers Row, con le librerie che si susseguivano una dopo l’altra, rimane solo la Larry Edmund Bookshop.

Larry Edmunds oggi

Dal 2007 Jeffrey Mantor è il nuovo proprietario di questa incredibile libreria, subentrato a Git e Milton. Jeffrey ha un grosso tatuaggio di Rita Hayworth sul bicipite sinistro e uno di Anita Ekberg nella La dolce vita di Fellini sul destro. Se li è fatti fare in un negozio che si trova in fondo a Hollywood Boulevard e simboleggiano l’amore per i film classici che sono il suo pane quotidiano. Ma rappresentano anche la sfida all’esistenza della sua impresa libresca. Un tempo mecca di librai e clienti benestanti, Hollywood Boulevard si è trasformata e i vecchi locali sono stati rilevati da saloni di tatuaggi, club lussuosi, trappole per turisti kitsch e giganti mulinazionali come l’Hard Rock Café. Ma se vi lasciate attirare dalla luce al neon dell’insegna ed entrate al 6644 potete continuate a sognare visitando questa fantastica libreria. Perché Hollywood dopotutto è la terra dei sogni.

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